I Pooh ci cantano la loro Beat ReGeneration

Cromoteca

I Pooh mi hanno accompagnato per una lunga fetta della mia vita: dal 1981, quando a 9 anni mi divertivo con Chi fermerà la musica, fino all'inizio degli anni novanta, quando la vita universitaria mi ha fatto diventare un po' più rockettaro. Non ho mai smesso, però, di tenere d'occhio i miei cari quattro musicisti, e sono più che felice oggi di avere ancora la possibilità di ascoltare un loro nuovo lavoro.

Beat ReGeneration insieme alle mie semidistrutte Yamaha YHD-1

Eccomi dunque qui con Beat ReGeneration e le mie care cuffie Yamaha YDH-1, che da più di vent'anni mi aiutano a scoprire cosa c'è veramente dentro a un disco. Molto gradita la copertina in cartone, senza quell'orrendo astuccio di plastica che normalmente racchiude i CD; l'unico inconveniente è che questo mi fa provare una grande nostalgia del vinile, con quelle belle copertine grandi che davano maestosa importanza al contenuto.

Devo dire che i Pooh hanno dimostrato molta personalità in questo disco: hanno imposto il loro stile facendo proprie le canzoni, e cercando anche soluzioni interessanti, come il sitar di 29 settembre. C'è molta musica, e anche parecchia energia. Sappiamo bene che i quattro sono ottimi musicisti, ma personalmente ho trovato l'album interessante soprattutto dal punto di vista canoro. Evidentemente, una volta per salire sul palco dovevi saper suonare e cantare, non come oggi che i cantanti hanno voci del tutto ordinarie, a parte Francesco Renga, che non a caso viene dal rock, dove è ancora richiesto avere un po' di voce per usare il microfono. Per giunta, i Pooh nei loro cambi di formazione hanno sempre scelto ottimi cantanti, e il risultato è un gruppo di quattro persone con quattro grandi voci, che tra l'altro sono molto diverse tra loro, offrendo un ventaglio di soluzioni che non ha uguali.

A mio parere, lo spunto più interessante del disco è Ragazzo di strada, cantata splendidamente da Stefano, con una grande vena rock. È raro sentire un batterista cantare così, per giunta in un brano tirato, infatti ora lo aspetto al varco dal vivo, se esegue bene questa canzone, sarà sicuramente uno dei migliori momenti del concerto!

Anche Red è finalmente tornato a usare la voce con grinta, dopo quindici anni di lagne. Dopotutto, stando alla copertina di Viva lui dei quattro elementi dovrebbe essere il fuoco, e così era, infatti per me i dischi interessanti partono proprio dal 1973: non può essere un caso. Bellissima voce davvero, ricca e potente in tutte le tonalità. So che per molti sarà un accostamento strano, ma mi viene in mente Eddie Vedder: due cantanti che possono fare davvero tutto, due voci che non mi stancherei mai di ascoltare (dipende da cosa cantano, ovviamente).

Quanto a Roby e Dodi, beh... ci hanno viziato nel corso degli anni, ormai chi si sorprende più. Dodi continua a essere bravino alla chitarra, canta senza urlare, ma con una voce piacevolissima, ha uno strumento in gola. Roby urla come non mai, direi che domina le canzoni dall'alto.

Sicuramente è presto per trarre delle conclusioni, ma secondo me questo disco dimostra che negli ultimi anni i Pooh avrebbero potuto dare di più semplicemente cercando di fare dischi più suonati, proprio come questo. In ogni caso, ci sono delle belle canzoni che metterò nel mio lettore MP3: Ragazzo di strada, La casa del sole, Mi si spezza il cuor e Gioco di bimba.

Peccato per l'assenza dei testi nel libretto del CD: spero che non sia per problemi di diritti, perché queste cose mi fanno venire il mal di stomaco. Tra l'altro, come al solito, l'adesivo SIAE deturpa il retro della copertina; non a caso compro tutti i CD stranieri su Amazon, così mi arrivano a casa senza quell'orrendo simbolo dell'idiozia italiana. Mi viene in mente il primo disco dei Days of the New, che purtroppo ho comprato in Italia, e che ha l'adesivo SIAE sull'elenco delle canzoni!

Commenti

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Giuliano
(25-feb-2008 0.00)

Chao fratello! Complimenti, bell'articolo!!

Mi soffermo sulla questione "bollino SIAE". Sono socio SIAE da 7 anni ma non posso che essere d'accordo con te. Il bollino nella maggioranza dei casi è applicato in maniera rozza e barbara. Non solo: il bollino, perché sia valido e quindi al riparo da multe, deve essere integro. Ma, come avrete potuto forse esperire, il bollino spesso è posto proprio sull'apertura della confezione di plastica del cd. In tal caso, volendo, la SIAE potrebbe multarvi.... perché avete aperto la custodia del vostro cd!!!

C'est l'Italie....

[queste informazioni le ho tratte da un servizio del tg2 di qualche anno fa. Se qualcuno può smentirmi, non posso che esserne lieto].

francesco
(19-giu-2008 9.36)
Sono molto d'accosdo con te sul fatto che oggi i cantanti hanno tutti le voci uguali,ma quello che mi stupisce di più è che molti se si trovassero di fronte a un pianoforte non saprebbero minimamente "dove mettere le mani"!!!Comunque non posso darti ragione prima di tutto sul fatto che Dody é bravino alla chitarra:è stato più volte eletto miglior chitarrista europeo ed tutt'oggi uno dei migliori chitarristi italiani!!!e roby mi è piaciuto molto in questo disco soprattutto in "Così ti amo" e "Gioco di bimba".senza nulla togliere a red e stefano,ovvio.io ho 14 anni e sono fan dei Pooh da almeno 15!!!questo,anche se non sono canzoni loro,è uno dei loro dischi che preferisco!!!
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